La nona casa (Leigh Bardugo)

Ambienti ostili? Demoni? Creature misteriose e sette? Sì, con La nona casa siete nel posto giusto. Un tripudio di creature sovrannaturali che trascineranno Alex dai sobborghi comatosi di Los Angeles a Yale. Di Leigh Bardugo è stato il primo romanzo che ho letto - è seguita la duologia di Sei di corvi - e mi sono completamente innamorata della sua penna. Un punto che segna una grande vittoria, a mio avviso, per uno scrittore sono le descrizioni e la Bardugo non si lascia sfuggire un dettaglio. Ci sono momenti in cui trovo superflue certe descrizioni, ma da buona lettrice mi rendo conto che sarebbe improponibile evitarle. 

SINOSSI:

Galaxy "Alex" Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent'anni, è l'unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l'impensabile. Ancora costretta in un letto d'ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov'è l'inganno? E perché proprio lei? Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto "tombe" senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.

Essendo anche un'accanita lettrice di Stephen King, non ho potuto non notare il commento in copertina dell'autore. King è uno dei pilastri della mia personale biblioteca, un po' come un capo saldo della letteratura moderna, che con descrizioni ad hoc e dialoghi ben studiati mette in scena l'animo umano attraverso l'uso del paranormale. Leigh Bardugo è stata un po' questo: una piacevole scoperta all'interno di un mare di romanzi fantasy - e se non si è capito, sono una divoratrice compulsiva di fantasy. TikTok mi ha invaso i "Per te" di questo romanzo (così come di tanti altri, purtroppo quasi sempre gli stessi) e come mio solito ho ceduto al richiamo della curiosità e l'ho letto. Da Alex mi aspettavo il nulla, non perché come personaggio non mi abbia colpita, al contrario; mi aspettavo il nulla proprio perché mi è piaciuta fin dal primo istante. Un passato così feroce da personificarsi in tutta la sua crudeltà in una particolare scena descritta dalla Bardugo, quando la ragazza, all'epoca appena adolescente, viene aggredita sessualmente da un fantasma in un bagno pubblico. Per Alex è quello il reale punto di non ritorno, la goccia che scorre lungo il vaso in cerca di un modo per fermarsi. Qui comincia il suo percorso con la droga, con compagnie di dubbia moralità e con i desideri più profondi dell'animo umano.

Aveva letto abbastanza storie da sapere che non ci si guardava mai indietro uscendo dall'inferno

Yale è un portale, uno snodo fondamentale della magia e un intreccio di storie dalla natura più virulenta. Si comincia da un omicidio, ma si può dire che la vita di Alex sia costellata di eventi legati alla morte, da cui si sprigionano non solo forze spiritiche, ma veri e propri cambiamenti irreversibili. Alex è una realtà, di quelle in cui si spera di non cadere, in alcuni casi, e di quelle in cui segretamente si vorrebbe vivere, in altri. Ci sono punti del suo carattere che sono quanto di più umano ci sia al mondo e ringrazio ancora una volta Leigh Bardugo per aver dato vita a personaggi così reali, così vivi da non volerli più lasciare. Dalla Lethe a qualsiasi agglomerato accademico, fino alle radici mistiche della magia, Yale si trasforma in un calderone di eventi e di mostri, di fortune costruite e di fortezze affettive. Spero vivamente ci sia un seguito, perché ho bisogno di sapere - assolutamente! - di più su Daniel Arlington, detto anche Darlington. Il personaggio viene accennato, in parte presentato e strappato all'immaginazione del lettore un momento prima che possa ricordarsi di non affezionarsi. 

Ho apprezzato molto i paragrafi inseriti tra un capitolo e l'altro estratti da una guida della Lethe presente all'interno del romanzo. Un'utile riflessione prima della nuova apnea generata dalla lettura dei capitoli, ma anche una scoperta interessante di quello che la mente umana e la storia possono combinare insieme. La nona casa è un atto di puro impressionismo, tratteggiato da una creatività sorprendente e impagabile, che ha portato alla luce un personaggio come Alex, ma anche Pamela Dawes, che interpreta l'Oculus, un personaggio controverso, ma di indubbia neutralità, che funge un po' da Virgilio, compito che in teoria dovrebbe ricoprire Darlington. Come "Dante", devo ammettere che Alex non sfugge al compito dello smarrimento emotivo, trasportando il complotto spirituale ad una visione ammantata di rifiniture moderne e antiche, senza dimenticare opere d'arte e gioielli a nasconderne le fattezze. Se La nona casa fosse il racconto moderno della Divina Commedia, altro non troveremmo che una strutturata, impressionante e dinamica opera letteraria degli ultimi dieci anni in tal senso. Non è l'unica, certo, ma è sicuramente tra le più particolari e incisive degli ultimi anni.

Tutti abbiamo degli spazi che rimangono vuoti

Tags: letteratura moderna, romanzi fantasy, creature paranormali, horror, stephen king, duologia, leigh bardugo, la nona casa, sei di corvi, demoni

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